Sam Altman, CEO di Open AI, in un’intervista riportata nel libro AI First Book, pubblicato da Forum3, ha dichiarato che “Il 95% di ciò per cui oggi i marketer si rivolgono ad agenzie, strateghi e professionisti creativi sarà gestito facilmente, quasi istantaneamente e a costi quasi nulli dall’intelligenza artificiale”. Sarà vero? Non lo sappiamo: noi preferiamo concentrarci sul 5% che fa la differenza.
L’intelligenza artificiale ha reso accessibili strumenti che fino a pochi anni fa erano riservati a professionisti: piattaforme di design, generatori di testi, software di analisi. Oggi chiunque può creare un logo, scrivere un post o avviare una campagna social. Ma il “fai da te” nasconde un rischio: delegare all’AI la strategia.
Dati senza contesto
L’AI produce informazioni e contenuti basandosi sulla conoscenza che trova, e su quella che genera. Però, non ha accesso alle informazioni più preziose per interpretare obiettivi, valori e posizionamento: quelle che vivono nella mente dell’imprenditore e nel contesto in cui opera. Un consulente può andare al di là delle informazioni disponibili online e nei sistemi aziendali, può porre domande che nascono osservando il linguaggio del corpo, sa leggere i dati alla luce del contesto reale, fa “l’avvocato del diavolo“, ed elabora proposte che tengono conto di diversi scenari.
Brand design coerente (anche con l’AI)
Un non professionista che usa Canva o altri tool, grazie all’integrazione dell’AI, può ottenere un logo “corretto” e palette di colori perfette. Un graphic designer, invece, costruisce un sistema visivo che riflette l’identità dell’azienda, tenendo conto dei valori, della percezione attuale e di quella desiderata, dei cambiamenti in atto, del gusto personale del committente, e racconta il brand nel tempo, integrando colori, forme e tono di voce in modo strategico.
Storytelling: la differenza tra testo e racconto
Qual è la differenza tra un brogliaccio e una grande opera letteraria? La capacità di evocare scenari, ispirare, far riflettere, dare l’opportunità di immaginare un finale e la sorpresa di trovarne uno diverso. Delegare all’AI la struttura di un testo rischia di produrre narrazioni piatte e impersonali. Uno storyteller intreccia dati, emozioni, e stili diversi, appresi in anni di studio e ricerca, e crea storie capaci di generare fiducia e memoria. È la differenza tra un contenuto “perfetto” e un racconto autentico, che coinvolge davvero.
Social media strategy: non basta pubblicare
I social media sono una materia complessa, che richiede diverse competenze. Una strategia improvvisata può portare a ignorare target e competitor, disperdendo energie in contenuti che si perdono nel rumore. Un social media strategist studia il mercato, individua trend e garantisce coerenza tra canali, obiettivi e messaggi. Un social media manager può declinare la strategia in contenuti studiati per le diverse piattaforme, verificarne il ROI, e individuare nuove proposte per migliorare i risultati ottenuti. Un visual creator genera contenuti ad hoc, tenendo conto dei vincoli di fruibilità, delle sfumature culturali, del contesto reale. Quasi tutti i professionisti usano l’AI per sviluppare idee, analizzare dati, e creare contenuti: la differenza non sta tanto nel “cosa” si fa, ma piuttosto sul “come” si fa.
Riservatezza, etica e responsabilità
L’AI porta grandi sfide: bias, trasparenza, uso dei dati. Chi affiderebbe ad una macchina che non controlla la comunicazione di operazioni societarie riservate o il lancio di nuovi prodotti strategici? Un professionista serio lavora con il committente in modo sinergico, tenendo conto delle esigenze di riservatezza, dei possibili problemi legali, dell’opportunità di come diffondere una notizia o dell’appropriatezza di un contenuto rispetto al target.
Come usiamo l’AI
Noi Skippers usiamo diversi strumenti AI per supportare il nostro lavoro. Apprezziamo la possibilità di lavorare meglio che i diversi tool ci offrono: dall’elaborazione di piani di comunicazione alla creazione di contenuti, l’AI ci aiuta a offrire proposte migliori e analizzare l’efficacia di quello che facciamo. Usiamo strumenti diversi per creare testi e contenuti, diffonderli al target desiderato, analizzare i dati e fare previsioni. L’AI è il nostro braccio: ai nostri clienti offriamo soprattutto la mente, che rimane saldamente nostra.
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