Il 19 ottobre, un gruppo di scapestrati della regione di Parigi, in pieno giorno, spaccano una vetrata del Louvre travestiti da operai, e si portano via i gioielli di Napoleone fuggendo a bordo di uno scooter. Nel giro di qualche settimana, ladri e fiancheggiatori finiscono in galera.
A novembre, un signore di 56 anni si presenta all’anagrafe travestito da… sua mamma, morta tre anni prima, per rinnovare la carta d’identità della povera signora. Di fronte al collo taurino, alla voce simulata e alla pelle non proprio da ottantenne, l’addetta dell’anagrafe nutre qualche sospetto e fissa un nuovo appuntamento, quando il novello Mrs. Doubtfire sarà smascherato da Sindaco e agenti della polizia municipale.
Il 7 dicembre, mentre a Milano si festeggia Sant’Ambrogio, un detenuto plurievasore si cala dalle mura del carcere di Opera con lenzuola annodate e manici di scopa. E non è la prima volta che fugge: l’ha già fatto quattro volte, sempre con metodi che sembrano usciti dalle storie dei fratelli Dalton. Ricercato dalle polizie di mezzo pianeta, è riuscito a non farsi scovare.
Perché queste storie ci appassionano? Perché, in fondo, questi eroi negativi risvegliano quel po’ di gaglioffo che sta dentro tutti noi. In un periodo di vicende tragiche queste storie, in cui tutto sommato non si è fatto male nessuno, ci fanno spuntare un sorriso, e si prestano a diventare meme: sembrano fatte apposta per costruire tormentoni.
Non a caso, lo spettacolare furto al Louvre e le immagini del signore travestito da mamma morta hanno fatto il giro del mondo.
Nelllo storytelling ci sta anche questo: trovare l’angolo curioso, accattivamente, divertente di una storia, e farla diventare virale. Che sia una leggenda, un piccolo fatto, un episodio aziendale, tutte le storie meritano di essere raccontate.
Noi Skippers aiutiamo a fare questo: scovare storie negli episodi del quotidiano, e farle diventare memorabili.
Per saperne di più, ci trovi qui: info@skippersproject.com
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